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“ Passiamo tutta la vita a cercare di guadagnarci ogni singola goccia di libertà che ci viene concessa e, ovviamente di sfruttarla fino in fondo; eppure, senza nemmeno accorgercene, rileghiamo strettamente noi stessi a una perenne speranza di trovare quella classica ciliegina sulla torta, che ci farà sentire completi una volta per tutte.
E’ incredibile notare come anni di sudata emancipazione svaniscano come bolle di sapone, davanti alla disperata ricerca di una relazione.
Se pensate di essere ormai fuori pericolo o immuni da questo stato catatonico, perché avete già la vostra metà a braccetto, vi sbagliate di grosso. Sotto quell’enorme ammasso di zuccherosi stereotipi e frasi sdolcinate da quattro soldi, che il mondo ha ancora il coraggio di definire “amore”, si nasconde una sottile e inconsapevole manipolazione più efficacie di qualsiasi altra. Dovrebbero mettere delle avvertenze sopra i sentimenti: “Attenzione, maneggiare con cura. Una esposizione eccessiva potrebbe trasformarvi in piante d’appartamento o zerbini.”
Dopo aver visto amiche assolutamente razionali buttarsi a capofitto in storie improbabili o decisioni avventate e tante altre annullarsi completamente e trasformarsi in un perenne “noi” a due teste e un cervello, non posso fare a meno di chiedermi: è possibile essere felicemente innamorate, senza avere come effetto collaterale il completo azzeramento dei nostri neuroni? Oppure le famose farfalle nello stomaco non sono altro che il preludio delle fasi successive.
Mi dispiace non essere una di quelle eterne romantiche che senza dubbio storceranno il naso davanti a queste parole dal suono greve, pensando di essere al sicuro sulla loro candida nuvoletta rosa. Forse in questi giorni sono stata a contatto con influenze pessimistiche che hanno acceso il mio spirito critico, chi lo sa.
In fondo se si parla di perdere la testa per amore, un motivo ci dovrà pur essere. E non sembra essere molto distante da me.
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“ Ci fu un momento di silenzio. Si guardarono e i loro pensieri, confusi nella medesima angoscia, si stringevano forte gli uni agli altri, come due petti palpitanti.
“ Non credeva che le cose potessero ripresentarsi sempre uguali pur in luoghi diversi; e poiché la parte vissuta era stata brutta, senza dubbio quella che rimaneva da trascorrere sarebbe stata migliore.
“ Quando ogni tassello sembra aver trovato il giusto posto, il giusto equilibrio, è così strano percepire quel retrogusto amarognolo nel sentirsi finalmente giunti alla propria meta che ci si era prefissati?
Dopo esser passati tra una miriade di burrasche e talvolta essersi salvati per un soffio, è possibile non riuscire a godersi a pieno quello spiraglio di tranquillità tanto agoniata, per paura di una fugacità nascosta dietro l’angolo?
Normalmente si dice che le fitte al cuore sono solo uno dei dolori più difficili da superare, ma quando ci si ritrova davanti a pillole di pura felicità, non possiamo fare a meno di farci prendere da paure irrazionali e chiederci per quanto effettivamente possano durare.
Forse il problema di chi è stato sempre predisposto a imbattersi in storie inconcludenti o travagliate, è uscire dal proprio schema di abitudini mentali segnate da stati d’animo contrastanti e pensieri insonni. Almeno fino a quando non arriva quella svolta capace di ordinare ogni carta del tuo mazzo disperso qua e là e allo stesso tempo scombussolarti quanto basta per scaraventare dalla finestra una parte di quel nocivo cinismo che da troppo tempo appesantiva il petto.
In fondo che sarà mai una dose in più di ottimismo nella nostra dieta giornaliera? Magari potremmo anche prenderci gusto.
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“ I take great care of myself by carefully shutting myself away
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“ Sono quegli stormi di dettagli che sfiorano le palpebre prima di addormentarsi, a rispecchiare la parte più indomabile di noi stessi.
Paure e sensazioni alternate a respiri smezzati e brividi lungo la schiena, non manca mai nulla. Forse solo l’unica miccia capace di scatenarle.
“ Amo dormire. La mia vita ha l’abitudine di cadere a pezzi quando sono sveglio, lo sai?